Campi Flegre: Photo Gallery
campi flegrei
Siamo nel regno del mito e della leggenda. È un itinerario suggestivo e incantevole. Campi Flegrei, definiti la "diletta patria" della civiltà ellenolatina e che fecero dire a Goethe: "È qui che si resta sbalorditi fra gli avvenimenti della storia e della natura". I Campi Flegrei sono un vasto e complesso insieme di crateri estinti che hanno eruttato materiale frammentario, in minima parte lavico. Di derivazione greca, "flegreo" vuol dire ardente, di fuoco, bruciato. È la terra dei vulcani, una delle più singolari e suggestive. E' la regione vulcanica ad occidente di Napoli, delimitata dalla collina di Posillipo, da Miseno e Cuma, per comprendere i territori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, le isole di Ischia e Procida e gli isolotti di Vivara e Nisida. Fu dagli antichi denominata flegrea per la sua singolare conformazione geofisica e, quindi, per la sua origine vulcanica. I Campi Flegrei, altamente geotermici e, quindi, morfologicamente formati da crateri con le relative cinte, alcune conservate e altre scomparse, sono stati, nel periodo della loro formazione, coinvolti da sprofondamenti e sollevamenti che hanno originato, nel primo caso, le conche (Quarto, Pianura, Soccavo) e, nel secondo caso, sollevamenti (terrazza della Starza ad Arco Felice). Le cinte crateriche, ancora oggi quasi intatte, sono quelle degli Astroni, di Cigliano e di Monte Nuovo. Dopo la caduta dell'impero romano (476 d.C.), la vita di Pozzuoli, il centro più importante dei Campi Flegrei, fu ristretta sul castrum (Rione Terra, ossia l'acropoli). Solo nel 1296 Carlo II d'Angiò affrancò il castrum feudale, dichiarandolo città demaniale. Sotto il dominio dei sovrani aragonesi (1442-1503), la città godette di particolari favori, specie dopo i gravi danni causati dai terremoti del 1448, 1456 e 1488, che culminarono nella eruzione del Monte Nuovo nella notte tra il 28 e 29 settembre 1538. Essa dovette molto, per la sua rinascita, al viceré spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo. Anche il viceré Pedro d'Aragona ebbe molta cura per la terra flegrea e, infervorato dal desiderio di far rivivere le terme flegree, istituì nel 1670 nell'Università di Napoli una cattedra relativa all'azione terapeutica dei bagni di Pozzuoli. Nei secoli successivi, Carlo III destinò la tenuta degli Astroni a riserva di caccia, indisse, ogni anno, una fiera franca per la festività del santo protettore Procolo e sistemò il lago Fusaro, affidando a Carlo Vanvitelli l'incarico di costruire una casina di caccia nel lago (1782).La scelta industriale, operata nel 1886 con l'impianto del cantiere Armstrong, per la costruzione di artiglieria e poi, dopo la seconda guerra mondiale, con altre industrie (Pirelli, Olivetti, Sunbeam, Italsider, Silurificio) fu contro la naturale vocazione turistica della zona e determinò un fenomeno di inurbamento, con l'abbandono delle campagne e la riduzione della pesca. Altro colpo per il turismo del territorio furono le due crisi bradisismiche. La prima nel marzo del 1970 (con l'evacuazione forzata del Rione Terra) e la seconda nel 1983. Dopo anni di abbandono e di saccheggio, il rione è stato finalmente aperto al pubblico con la visita della prima parte di uno straordinario percorso archeologico sotterraneo.
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